In Italia, l’Islam è la seconda religione più diffusa dopo il Cristianesimo. Con una comunità che rappresenta circa il 5% della popolazione italiana, anche nell’ambito dei servizi funebri diventa fondamentale tenere conto di usi e tradizioni della cultura islamica, per offrire un supporto rispettoso e inclusivo a chi desidera dare l’ultimo saluto ai propri cari.
Ma come si celebra un funerale musulmano? Ecco cosa c’è da sapere per organizzare un rito funebre con rispetto e professionalità.
Il rito funebre musulmano
Il funerale musulmano è un momento solenne che riflette la fede nella resurrezione e nell’aldilà. È un rito regolato da pratiche antiche tramandate nel tempo, che seguono un ordine preciso.
1. La preparazione della salma
Dopo la morte, il corpo del defunto viene sottoposto a un rito di purificazione chiamato Ghusl, che viene eseguito da familiari o amici stretti dello stesso sesso del defunto che abbiano la formazione per eseguire il rito. La salma viene posizionata con il viso rivolto verso la Mecca e lavata seguendo un ordine preciso: dall’alto verso il basso e dalla parte destra a quella sinistra, ripetendo l’operazione tre volte e avendo premura di coprire le parti intime con un tessuto.
Successivamente, il corpo viene asciugato, profumato con oli e avvolto in stoffe bianche chiamate kafan, il cui numero varia in base al sesso (tre per gli uomini, cinque per le donne). Questa fase è fondamentale per garantire dignità e rispetto al defunto.
2. La preghiera funebre
Una volta preparata la salma, si procede con la Salatul Janazah, una preghiera collettiva che si tiene di solito all’aperto (fuori dalla Moschea) o in una sala di preghiera. Durante il rito, l’Imam guida i presenti, che si dispongono in file dispari: gli uomini nella prima fila, seguiti dai bambini e infine dalle donne. La preghiera è un momento di raccoglimento che può durare dai trenta ai settanta minuti.
3. La sepoltura
La tradizione musulmana prevede che il corpo venga sepolto il prima possibile e senza bara, direttamente nella terra, rivolto verso La Mecca. Tuttavia, in Italia, le normative locali spesso richiedono l’uso di un feretro, che viene scelto in legno semplice. Durante la sepoltura, i partecipanti si raccolgono in preghiera. Alla fine del rito, ognuno di loro getta una manciata di terra sulla tomba, un gesto simbolico che rappresenta l’ultimo saluto al caro estinto.
Le aree dedicate alle sepolture musulmane nei cimiteri italiani rispettano queste esigenze, disponendo le tombe perpendicolarmente alla direzione della Mecca. Le lapidi sono essenziali, non hanno foto: riportando solo il nome, la data di nascita e di morte, e talvolta un versetto del Corano.
4. Il periodo di lutto e il cordoglio
In seguito alla sepoltura, si apre un periodo di raccoglimento che dura tre giorni, durante i quali la famiglia accoglie parenti e amici che vengono a offrire il loro supporto e a condividere il dolore per la perdita. È consuetudine offrire un rinfresco per creare un clima di accoglienza e vicinanza.
Il periodo del lutto dura 40 giorni. Al termine, la famiglia va a fare visita alla tomba del defunto.
Per le vedove, invece, il lutto si estende per quattro mesi e undici giorni. Un tempo dedicato alla riflessione e al rispetto, durante il quale non è consentito risposarsi o allontanarsi da casa.
Il funerale musulmano con Onoranze Funebri Croce Verde
Il Gruppo Onoranze Funebri Croce Verde opera mettendo al centro la persona, a prescindere dalla sua cultura o credo religioso. Lo fa con un’attenzione particolare alla dignità del defunto, alle sue tradizioni e al dolore dei suoi cari. Infatti, è un punto di riferimento per le persone della comunità islamica che desiderano organizzare un funerale musulmano a Reggio Emilia e provincia.
Nella sala del commiato, il Gruppo ospita riti funebri cattolici, musulmani, ebraici e civili, nel pieno rispetto delle usanze e dei culti religiosi. Gli spazi della Casa Funeraria accolgono famiglie di ogni credo, offrendo un ambiente caloroso e rispettoso dove celebrare la vita e il ricordo dei propri cari.


