Targa in memoria di Loris Gregori

Una targa collocata nel parco nel quale amava passeggiare con la sua cagnolina, un luogo semplice ma ricco di significato. Così a Cavriago la comunità e la famiglia hanno ricordato Loris Gregori, grazie all’iniziativa di sua figlia Liliana Pagoto nel contesto del percorso di mutuo-aiuto di Onoranze Funebri Croce Verde Reggio Emilia.

La storia di Liliana è un cammino che parte dal dolore e trova nuova forza nella condivisione e nel sostegno reciproco, per arrivare a un gesto di memoria che si affianca al restauro di cinque panchine nel parco del Rio Valle a Cavriago e che trasforma il ricordo personale in un segno collettivo di affetto e rinascita.

L’addio a Loris

Nel settembre 2022 Liliana ha perso il padre adottivo, Loris Gregori, la figura che l’ha cresciuta ed accompagnata per tutta la vita. E’ lei stessa a raccontarci la sua storia.

Come ricorda quei momenti?

“Loris era il mio padre adottivo, è stato il secondo marito di mia madre, è lui che mi ha cresciuta, e devo dire che negli anni si era consolidato un rapporto davvero molto forte: non era solo un padre, era anche un amico, c’era molta complicità, si scherzava insieme, era un uomo di una sensibilità rara, gioioso, allegro, che tendeva sempre a evitare il conflitto e questo nella mia crescita, specie nell’adolescenza, è stato un elemento di grande importanza. Quando se ne è andato, a 66 anni, per una malattia in pochi mesi, dopo che era appena andato in pensione e quando stavamo pensando a nuovi progetti di famiglia, è stato veramente un momento molto duro”.

Perché scelse di rivolgersi a Onoranze Funebri Croce Verde?

“Avevo sentito parlare della nuova Casa Funeraria, e in quel momento io e mia madre avevamo bisogno di un luogo accogliente dove vivere il distacco. Qui lo abbiamo trovato: sono potuta restare tutto il tempo con papà nella sala veglia, mentre mia madre si raccoglieva nel salottino con i parenti. Era qualcosa di molto diverso dalla freddezza di un obitorio. Ma ciò che ci ha colpito di più è stata l’accoglienza dello staff: professionali, attenti, ma anche dotati di una sensibilità speciale”.

L’incontro con il gruppo di auto-mutuo-aiuto Onoranze Funebri Croce Verde

Dopo il rito funebre, come è entrata in contatto con i servizi di sostegno al lutto?

“Mio padre è morto nel 2022, quando ancora Onoranze Funebri Croce Verde non aveva attivato i servizi di sostegno psicologico e il gruppo di auto-mutuo-aiuto. Ho provato a elaborare il mio lutto tramite altre strade, ad esempio pensando a percorsi di volontariato. Un giorno, qualche tempo dopo, sono andata ad un evento che si teneva al Cimitero monumentale di Reggio. Era un evento de Il Rumore Del Lutto Festival, e lì ho incontrato per la prima volta Maria Angela Gelati (Tanatologa che segue i gruppi di auto-mutuo aiuto di Onoranze Funebri Croce Verde Reggio Emilia, ndr). Qualche tempo dopo sul sito di Onoranze Funebri ho letto che sarebbe partito questo gruppo di auto-mutuo-aiuto condotto da lei, e sono stata tra le prime a partecipare. È un’opportunità davvero unica, che aiuta anche oltre l’elaborazione del lutto”.

Quali aspetti l’hanno convinta di più a proseguire questo percorso?

“Gli incontri mi hanno trasmesso energia e serenità. Anche gli operatori delle Onoranze partecipano: sono una presenza discreta, quasi degli angeli custodi. Ancora oggi continuo a partecipare: ora sto meglio, ma credo che la mia esperienza possa aiutare altre persone. Con Maria Angela il dolore diventa qualcosa di costruttivo, capace persino di generare nuove idee e progetti”.

Il dolore che si trasforma e diventa memoria condivisa

Ci può raccontare l’iniziativa di Cavriago dedicata al ricordo di suo padre?

“Assieme a Maria Angela e al gruppo di Onoranze Funebri Croce Verde a settembre 2025 abbiamo organizzato una cerimonia di ricordo nel paese in cui viveva papà. Al parco del Rio Valle, luogo che frequentava abitualmente durante le passeggiate, sono state inaugurate 5 panchine appena rifatte, ed è stata scoperta una targa commemorativa lungo uno dei percorsi che erano più cari a Loris. Un momento davvero bello che per tutta la mia famiglia, alla quale non avevo detto nulla per fare a tutti una sorpresa, è stato molto toccante”.

Cosa è scritto sulla targa in memoria di Loris?

“Una frase di Fabrizio Caramagna: C’è chi cerca un palcoscenico, chi un ponte di comando, chi un piedistallo. Poi c’è chi vorrebbe solo una panchina, per fermarsi a respirare e guardare un filo d’erba che cresce”. Questa frase mi ha colpita profondamente, perché con semplicità evidenzia ciò che nel fine vita di mio padre è emerso di davvero importante ma scontato; respirare ed avere la possibilità di andare avanti nella vita con un equilibrio interiore fatto di cose semplici come sedersi su una panchina lontano dalle corse e dalle ambizioni”.

Un gesto d’amore

Stefano Bigliardi, dirigente di Onoranze Funebri Croce Verde Reggio Emilia racconta: “Ci ha fatto molto piacere raccogliere e diffondere le sue parole, non tanto perché rappresentano un tributo al nostro staff, che davvero merita i complimenti per quanto si impegna ogni giorno e per l’attenzione che dimostra, e che anima sempre il nostro lavoro per essere vicini alla città. Soprattutto ci sembra molto importante il messaggio di come si possa affrontare un lutto elaborando in modo costruttivo il dolore, costruendo momenti positivi sul ricordo dei nostri cari. La ringrazio di cuore”.

Aggiunge Maria Angela Gelati: “L’incontro con Liliana è stato portatore di molti frutti, belli e importanti: per lei una consapevolezza di non essere sola, di avere un luogo e delle persone con cui condividere il dolore. Per noi vedere che nel suo percorso di superamento del lutto ha poi saputo e voluto mettersi a disposizione per stare accanto a chi si trova in uno stato d’animo di afflizione com’era il suo, all’inizio, mostrando concretamente come sia possibile superarlo”.

Un cammino che diventa simbolo

La storia di Liliana è il racconto di un dolore trasformato in memoria. Una targa su un sentiero, cinque panchine restaurate, un parco che diventa luogo del cuore: segni che testimoniano come l’elaborazione del lutto, se vissuta insieme ad altri, possa trasformarsi in forza, comunità e speranza.