Con il passare del tempo, anche le sepolture a loculo giungono al termine della loro concessione. È in questo momento che si parla di estumulazione, un’operazione delicata che spesso solleva domande e incertezze. Dopo quanti anni si può effettuare? Cosa accade ai resti del proprio caro?
In questo articolo proviamo a rispondere a qualche domanda, per aiutare le famiglie a orientarsi in un momento tanto importante quanto sensibile.
Cos’è l’estumulazione
L’estumulazione è l’apertura di un loculo o di una tomba murata al fine di rimuovere il feretro. Può essere eseguita alla scadenza della concessione cimiteriale oppure, in casi particolari, su richiesta dei familiari per trasferire il defunto in un’altra sepoltura o per motivi di manutenzione.
Si tratta di un’operazione regolata dalle norme di polizia mortuaria e gestita da personale autorizzato, che opera sempre nel pieno rispetto della dignità della persona defunta e della sensibilità dei familiari.
Estumulazione: dopo quanti anni si può fare
Una delle domande più frequenti riguarda proprio dopo quanti anni si può procedere con l’estumulazione. In genere, in Italia la concessione di un loculo ha una durata di 30 anni, ma ogni Comune può stabilire tempi differenti, in base al proprio regolamento cimiteriale.
Alla scadenza della concessione, l’amministrazione comunale contatta i familiari per informarli e concordare le modalità di estumulazione. In molti casi, dunque, si parla di estumulazione dopo 30 anni, che rappresenta il termine più comune in Italia.
Come avviene l’estumulazione
L’estumulazione viene eseguita con la massima cura da operatori specializzati, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della memoria del defunto. Dopo l’apertura del loculo, si verifica lo stato del feretro.
- Se la trasformazione naturale dei resti è completa, le ossa vengono raccolte e collocate in un’urna ossario, che può essere tumulata in un ossario individuale, in una tomba di famiglia o affidata ai congiunti.
- Se invece la mineralizzazione non è ancora terminata, si può optare per la cremazione dei resti o per un nuovo seppellimento, fino a che il naturale processo non sarà completo.
La destinazione dei resti dopo l’estumulazione
Dopo l’estumulazione, i familiari possono scegliere la nuova destinazione dei resti tra diverse possibilità.
Una è la collocazione nell’ossario comune, uno spazio collettivo messo a disposizione dal cimitero per accogliere in modo dignitoso le ossa dei defunti. In alternativa, i familiari possono optare per un ossario individuale o per un loculo ossario, che consentono di mantenere una tomba personale dove poter continuare a rendere omaggio al proprio caro.
Un’altra scelta possibile è la cremazione dei resti ossei, con la possibilità di conservare l’urna o procedere alla dispersione delle ceneri, nel rispetto della volontà espressa dal defunto. Ma è anche possibile richiedere il trasferimento dei resti in un’altra sepoltura o in un cimitero diverso, ad esempio per ricongiungerli ai familiari o per motivi affettivi e logistici.
Un momento che richiede rispetto e consapevolezza
L’estumulazione segna la conclusione di un ciclo e può rappresentare un momento emotivamente intenso. È importante affrontarlo con la dovuta delicatezza, sapendo che si tratta di un atto di rispetto verso il defunto e verso la continuità della memoria familiare.
Il Gruppo Onoranze Funebri Croce Verde è al fianco delle famiglie per offrire assistenza completa anche in questi casi. Per richiedere supporto o per avere maggiori informazioni, contattare la sede più vicina.


